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Category: music


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Oggi parliamo di un nuovo gruppo inglese, che ho avuto l’occasione di sentire (e vedere) all’Alcatraz di Milano, qualche tempo fa.
L’occasione era il concerto dei White Lies, ed a fare da gruppo di apertura per loro, c’erano i “The Duke Spirit”.

I “The Duke Spirit” sono una band formatasi nel 2003 a Londra. Da allora la formazione ha subito qualche ritocco e adesso è composta dalla bionda Leila Moss (voce), Luke Ford (chitarra solista), Toby Butler (chitarra ritmica), Olly Betts (batteria) e Marc Sallis (chitarra basso).

La loro musica si colloca all’interno del panorama indie/underground britannico ed ancora, non è riuscita ad emergere più di questo.. Il loro sound è potente, cupo, melanconico, la voce della cantante squilla decisa sopra questo magma sonoro ma, l’impressione è che ancora non sia ben definito. Le parti ritmiche non pompano quanto porebbero e la chitarra stenta a spiccare il volo..

Nonostante ciò, la loro performance dal vivo è stata sfavillante, potente e convincente quindi guidicate voi, diamo una possibilità a questi ragazzi e ascoltatevi le tracce che vi propongo qui di seguito. Sono del loro ultimo album “Bruiser”. A mio avviso, sono una discreta panoramica sul potenziale del gruppo..

Buon Ascolto!

No. 8 – The Prophet’s song

Chi: Queen (ovviamente), testo e musica di Brian”Il dentista” May
Dove: A Night at the Opera, traccia numero 8
Quando: 1975
Come e Perchè: Per chi ascolta questa canzone senza sapere nè compositore nè album, potrebbe dire che si tratti di un pezzo del “lato nero” di Queen II..  La colomba bianca, la scala illuminata dalla luna, gelo, ossa e miserabili in fuga; gli elementi ci sono tutti per figurarsi il frontman della band inglese in una delle sue tutine da ballerina, con gli occhi pesantemente truccati di nero, voltarsi al cielo nel cantarla.

Ebbene, per quanto difficile da credere, non è così. La musica ed il testo infatti sono stati scritti dal chitarrista, Mr. Brian May, proprio lui che della band rappresentava il lato più razionale, lineare, sia nei testi che nelle musiche. La parte strumentale, sembra che risalga a ben prima dell’anno di registrazione dell’album mentre le parole, sono state messe bianco su nero grazie all’ispirazione che Brian ha tratto da un proprio sogno (tormentato direi..).

Fatto sta che, il pezzo è una monumentale suite rock. Atmosfere cupe, chitarre distorte, accordature in Drop D, sembra un pezzo heavy metal dei giorni nostri.. ma la classe, signori, è quella inconfondibile dei Queen, dei migliori Queen.

Un pezzo di una forza estrema, con un “voice solo” che getta le basi per il famigerato Brighton Rock solo che May realizzerà con la stessa tecnica “delay”. Personalmente, la considero una delle canzoni più belle in assoluto dei Queen..
Ho parlato anche troppo. Di seguito c’è il “video”, i testi, in inglese e la traduzione in italiano, e per i più temerari anche una tablatura per chitarra 😉

Keep Yourself Alive!

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Quattro bacchette..

La canzone “Four Sticks” (quattro bacchette, appunto) è presente all’interno dell’album “Led Zeppelin IV” del 1971. In seguito è stata pubblicata anche come B-Side del singolo “Rock and Roll”, nel 1972.

Il titolo della canzone deriva dal fatto che il batterista John Bonham non riusciva ad ottenere il timbro “perfetto” per la registrazione, suonando con le classiche due bacchette; solamente dopo aver afferrato un altro paio di bacchette ed aver suonato la sua batteria picchiando più forte che poteva, è riuscito ad ottenere ciò che voleva!

Ecco a voi “Four Sticks”, scritta da Page e Plant, 1972 (sembra quasi la voce di WikiPaola 🙂 -con la traduzione in italiano-

“Four Sticks”

Oh, Baby, it’s cryin’ time, Oh, Baby, I got to fly.
Got to try to find a way, Got to try to get away,
‘Cause you know I gotta get away from you, Babe.

Oh, Baby, the river’s red, Oh, Baby, in my head.
There’s a funny feelin’ goin’ on, I don’t think I can hold out long.

And when the owls cry in the night, Oh, Baby, Baby, when the pines begin to cry,
Baby, Baby, Baby, how do you feel? If the river runs dry, Baby,
How do you feel?

Craze, Baby, the rainbow’s end, Baby, it’s just a den
For those who hide, Who hide their love to depths of life
And ruin dreams that we all knew so, Babe.

“Quattro bacchette”

Oh, piccola, è tempo di piangere, oh, piccola, devo volare via.
Devo trovare un modo, devo andare via,
Perchè sai che devo andarmene da te, piccola.

Oh, piccola, il fiume è rosso, Oh, piccola, nella mia testa.
C’è una sensazione divertente che ho, non penso di poter resistere per molto.

E quando i gufi piangono nella notte, Oh, piccola, piccola, quando i pini cominciano a piangere,
Piccola, piccola, piccola, come ti senti? Se il fiume si prosciuga, piccola,
Come ti senti?

Pazzia, piccola, la fine dell’arcobaleno, piccola, è solo una tana
Per coloro che si nascondono, per coloro che nascondono il loro amore nelle profondità della vita
e rovinano i sogni che tutti sapevamo essere così, Piccola.

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